Indipendenza

L'autonomia e l'indipendenza del revisore, sia nello svolgimento della revisione cooperativa che della revisione legale dei conti, sono specificatamente previste dall'art. 4 comma 2 dello Statuto della Federazione Trentina della Cooperazione.

La normativa pone un nuovo quadro di vincoli a supporto dell’autonomia e dell’indipendenza del revisore, a partire dalla stessa Legge Regionale , che impone la previsione statutaria di una clausola di non ingerenza delle cariche elettive della Federazione nei confronti dell’esecuzione della revisione e prescrive la necessità di preordinare un assetto organizzativo tale da assicurare che i revisori siano indipendenti dall’ente revisionando, per specificarsi ulteriormente con l’entrata in vigore del D.lgs. 39/2010.

Ne deriva pertanto la necessità di un’oculata regolamentazione sia dell’attività revisionale in sé, sia dei collegamenti della stessa con gli altri servizi della Federazione, che viene compendiata nel regolamento organizzativo per l’istituzione e il funzionamento della Divisione Vigilanza.

Per contestualizzare correttamente l'importante e delicato tema dell’indipendenza del revisore occorre far riferimento in primo luogo:

  • alla natura istituzionale della Federazione e al suo scopo mutualistico, definito nello Statuto (principi di mutualità, di indivisibilità delle riserve, di destinazione dell’utile e di assegnazione dei dividendi nel rispetto dei limiti posti alle cooperative);
  • al suo modello di "governance", basato sul voto capitario atto ad escludere il verificasi di concentrazioni di potere prevaricanti;
  • alla clausola di “non ingerenza”, sancita dall’art. 4 comma 2 dello Statuto sociale.

Il modello cui si ispira la Federazione trova un espresso riconoscimento nella normativa comunitaria, in particolare nel “Considerando 11” della Direttiva 2006/43/CE .